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L'infarto miocardico: informazioni e consigli

A cura dell'U.O. Cardiologia

Chi è stato ricoverato per un infarto miocardico può essere, comprensibilmente, preoccupato ed è normale che si ponga molte domande:
perché è successo? perché proprio a me? resterò invalido? cosa dovrò fare dopo la dimissione dall'ospedale, cambierà la mia vita o potrò tornare a lavorare? potrò ancora fare sport? etc. Cercheremo di spiegare in maniera semplice cosa è l'infarto miocardico e rispondere ai dubbi che potrebbero sorgere dopo questa esperienza, in modo che da poter ritornare al più presto ad una vita normale ed evitare che l'infarto si ripeta in futuro.

Cosa è l'infarto miocardico e da cosa è provocato?
Il cuore ha il compito di pompare il sangue in tutto il nostro corpo per nutrirlo ed ossigenarlo. Per far ciò, anch'esso ha bisogno di sangue ossigenato che gli viene fornito dalle arterie coronariche. La riduzione o l'assenza di sangue in una arteria coronarica determina la sofferenza di territori del cuore non irrorati dal vaso ostruito, ciò provoca un dolore di tipo costrittivo nel torace, talvolta irradiato alla gola ed alle braccia, che, se di durata superiore a 20 minuti, viene definito infarto miocardico. L'infarto miocardico è quindi causato dalla riduzione o dall'arresto completo del sangue nelle arterie coronariche per un periodo prolungato, in genere di durata superiore ai 20 minuti, tale da causare la morte di alcune cellule del cuore, con conseguente danno e perdita di funzione dell'organo. Fortunatamente, in qualche settimana il cuore tende ad autoripararsi, come una ferita della pelle, con la formazione di una cicatrice più o meno estesa. La principale causa dell'infarto miocardico è l'aterosclerosi che si forma nelle arterie delle persone che hanno elevati livelli di colesterolo nel sangue. Le placche di aterosclerosi all'interno di una arteria coronarica possono, per cause non del tutto note, in-stabilizzarsi e rompersi, determinando la formazione di un coagulo, che tappa il vaso coronarico e ne ostruisce il flusso sanguigno.

Ho paura per quello che mi è successo.
È quasi normale che dopo un infarto, accanto a qualche problema fisico anche legato allo stare a letto, vi possano essere aspetti psicologici ed emozionali che necessitano di un certo periodo, prima di essere superati. Non bisogna preoccupa se si avvertono stati d'animo mai avuti prima o sbalzi d'umore, nel giro di qualche mese al massimo si risolveranno. Per accelerare la ripresa, può essere comunque utile confrontarsi con altre persone che hanno avuto un infarto, oppure parlare di questi problemi con il proprio medico di medicina generale o con il cardiologo. Gradualmente con l'aiuto dei medici e dei familiari tornerà il sereno, senza dimenticare che anche i congiunti necessitano di un certo tempo per superare le ansie e le paure legate alla salute dell'infartuato. Ci vuole comprensione reciproca!

Quale futuro? Cosa potrò fare quando andrò a casa?
Tra i dubbi che un paziente colpito da attacco cardiaco si pone, molto spesso ci sono quelli legati al proprio futuro: ci si interroga, infatti, se sarà possibile il ritorno ad una vita normale. Ciò dipende in gran parte dall'entità del danno subito dal cuore. Più esteso è stato l'infarto, più lenta e difficile sarà la ripresa di una normale attività. La maggior parte dei pazienti è comunque in grado di riprendere le abituali attività, incluso il lavoro, dopo circa 4 settimane dalla dimissione ospedaliera. Il medico di reparto, che conosce bene la situazione clinica, è in grado di indicare i tempi del recupero, i controlli clinici da effettuare, i farmaci e la dieta da seguire, suggerendo anche un programma di attività fisica ad incremento graduale, da proseguire a domicilio.

Finalmente a casa!
Dopo la dimissione dal reparto è necessario osservare un breve periodo di riposo.
  • Nei primi 2-3 giorni è consigliabile restare a casa, poi si potrà cominciare ad uscire, nelle ore con temperatura più mite, facendo delle brevi passeggiate in piano, iniziando con 15-30 minuti al giorno, aumentando poi gradualmente la durata ed il numero delle passeggiate giornaliere
  • I pazienti le cui condizioni cliniche lo consiglino, torneranno ad una visita di controllo dopo circa un mese, oppure inizieranno, se prescritto dal medico di reparto, un periodo di riabilitazione specifica nella nostra palestra
  • La guida dell'auto è consigliata dopo tre settimane dall'infarto. Bisogna comunque evitare per qualche tempo viaggi lunghi o situazioni di stress da traffico
  • Il lavoro, se non particolarmente impegnativo dal punto di vista fisico, può essere ripreso dopo quattro, cinque settimane dall'infarto acuto. Attività lavorative che comportino invece un intenso sforzo muscolare, o livelli di stress particolarmente elevati, dovrebbero essere riprese più tardivamente e sotto consiglio medico
  • L'attività sessuale, con il partner abituale, può essere iniziata pochi giorni dopo il ritorno a casa
  • Per riprendere una moderata attività sportiva i tempi sono più lunghi ed è sempre necessario consultare il proprio medico. Sono comunque da evitare alcuni tipi di sport, anche se praticati a livello amatoriale, quali il tennis, pesistica, calcio. Sono invece raccomandati il nuoto, la bicicletta in piano, lunghe passeggiate
  • Nessun problema per programmare una tranquilla vacanza, attenzione però a non incorrere in trasferte in località prive di assistenza sanitaria. Si può andare anche in montagna ma è consigliabile non superare i 1500 massimo 2000 metri di altezza ed evitare escursioni troppo impegnative
  • L'aereo potrà essere utilizzato, sempre che non crei paura e tensione per il volo
  • Il bagno in mare è permesso dopo qualche settimana, con l'avvertenza di effettuare un graduale ingresso in acqua, evitando comunque l'immersione e la pesca subacquea, fin quando il medico non lo consente.

Cosa fare in caso di dolore toracico simile, anche se meno intenso, di quello dell'infarto?
È importante assumere subito una perla di trinitrina (oppure carvasin) da frantumare con i denti e tenere sotto la lingua per l'assorbimento.
Se il dolore non regredisce o non si attenua entro 5 minuti dall'assunzione del farmaco è consigliabile assumere una seconda trinitrina. Se il dolore regredisce completamente entro 15 minuti dall'esordio, e questo è il primo episodio di dolore anginoso, è opportuno mettersi subito in contatto con il medico curante. Se invece il dolore non regredisce entro 15 minuti, nel sospetto di un infarto miocardico, è bene recarsi subito in ospedale o chiamare il 118.
È bene inoltre ricordarsi che quanto più precoce è la ricanalizzazione del vaso coronarico ostruito da un coagulo, tanto minore è il danno al cuore e migliore è l'aspettativa e la qualità della vita dopo l'evento acuto.

Cosa fare per prevenire un nuovo infarto?
Esistono poche e chiare regole utili a prevenire l'infarto miocardico:
  • Controllare il colesterolo LDL, che deve essere inferiore a 100 mg/dl
  • Fare seguuire una dieta a basso contenuto di grassi animali (evitare uova, insaccati, formaggi grassi, carni grasse, burro, strutto, margarine vegetali e idrogenate)
  • Mangiare pesce (ma non crostacei e molluschi) almeno 3 volte la settimana
  • Controllare la pressione arteriosa, che deve rimanere al di sotto di 140/90
  • Controllare la glicemia, che a digiuno deve essere inferiore a 110 mg/dl
  • Smettere di fumare
  • Praticare una costante attività fisica (almeno 30 minuti al giorno)
  • Controllare il peso corporeo e smaltire i chili in eccesso
  • Evitare le situazioni che le provocano stress
  • Effettuare periodici controlli cardiologici.

Per un più approfondito schema dietetico si consiglia di consultare il libro che abbiamo scritto insieme agli allievi della Scuola Alberghiera Miretti di Celle Ligure: Le Ricette Salvacuore

È possibile prelevare la brochure informativa L'infarto miocardico: consigli per i pazienti in formato .pdf (554 kb)

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